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giovedì 18 ottobre 2012

In giro per i Tulou del Fujian


Il Tulou (cinese semplificato: 土楼; pinyin: tǔlóu), o "costruzione di terra", è una residenza tradizionale comune nella provincia di Fujian della Cina meridionale, in genere con configurazione circolare che circonda un santuario centrale.  Solitamente presenta una struttura interna in legno alta 3-4 piani e ai piani più alti spesso si conservano gli alimenti.
il famoso Tulou Zhencheng Lou - Fujian
Il famoso Fujian Tulou, designato come sito del patrimonio mondiale dell'UNESCO nel 2008, è un agglomerato di Tulou noti per la loro forma e struttura ingegnosa, a pianta circolare o quadrata con una capacità di alloggio che può arrivare fino a 80 famiglie.  In origine sono stati costruiti per difendersi dai banditi e dalla popolazione locale intorno a un cortile centrale aperto con un unico ingresso e con finestre che danno verso  l'esterno, di solito a partire dal primo piano. 

interno del famoso Tulou Zhencheng Lou - Fujian
Gli edifici sono divisi in senso verticale tra le famiglie, ognuna delle quali dispone di due o tre stanze su ogni piano. I Tulou sono esempi eccezionali di un particolare tipo di vita in comune e di organizzazione difensiva, e, in termini di rapporto armonico con l'ambiente circostante,sono un eccellente esempio di insediamento umano. All’interno si trovano il santuario centrale spesso dedicato al culto della Dea della Misericordia Guan Yin, corti, stanze, magazzini per il cibo, pozzi; tutta la struttura assomiglia ad un piccolo villaggio indipendente, racchiuso da spesse mura di terra.
interno di un Tulou - Fujian
I Tulou fanno parte dei villaggi Hakka, una popolazione originariamente immigrata dalla Cina settentrionale verso le province meridionali cinesi (come il Fujian). A partire dal 17 ° secolo, gli Hakka sono entrati sempre di più in conflitto con i loro vicini per la rivalità delle risorse del luogo, e questo li ha portati a costruire delle strutture dove potessero vivere in comune più famiglie, progettate per essere facilmente difendibili. La forma circolare delle pareti serviva infatti a ridurre la potenza di fuoco di artiglieria contro di essa. Inoltre i Tulou erano in grado di resistere ad un assedio prolungato, dal momento che erano ben forniti con granaglie e avevano una fonte interna di acqua.
Villaggio Fuyu Lou - Fujian
Per vedere altre foto sulla Cina vai a http://www.photoprisma.it e clicca su ‘Cina’nella sezione ‘Progetti fotografici’.

sabato 29 settembre 2012

Il Mooncake Festival


In questi giorni in Cina, precisamente domenica 30 settembre (15esimo giorno dell’ottavo mese del calendario lunare), si celebra il ‘Mid-Autumn Festival’, anche chiamato ‘Moon Festival’ o 'Mooncake Festival'.  Si tratta della seconda festività più importante in Cina, dopo lo ‘Spring Festival’ (che si tiene tra gennaio e febbraio) e in questo giorno è tradizione riunirsi ai familiari per apprezzare la luna piena e mangiare le ‘moon cakes’, dolcetti tradizionali di solito rotondi e ripieni di fagioli rossi dolci o pasta di semi di loto. 
Le moon cakes hanno varie decorazioni molto belle come gli ideogrammi di longevità e armonia, oppure disegni della luna, della Dea della Luna, del coniglio (simbolo della luna), di fiori e di vite. Il giorno della festa le moon cakes vengono disposte insieme a della frutta come tributo al Dio della Terra e alla Dea della Luna e vanno divise con i famigliari, una fetta per ogni membro della famiglia, e se un membro non è presente la tradizione vuole che gli si conservi una fetta.
Moon cake
Quella della Dea della Luna è una fiaba popolare che risale alla dinastia Tang (618-906 d.C.). Ogni provincia della Cina ha una versione di questa storia, passata di generazione in generazione, ma tutte le versioni fanno capo alla Dea della Luna, Chang’e.
Tanto tempo fa c’erano dieci soli nel cielo che avevano causato l’inaridirsi della terra e la conseguente morte della gente per fame. Questo finché apparve un eroe, Hou Yi, che con il suo arco rosso e le sue frecce bianche riuscì ad abbattere nove dei dieci soli, comandando a quello rimasto di sorgere e tramontare sulla Terra  tutte le mattine e tutte le sere. La terra così si raffreddò, arrivarono le piogge e la gente sopravvisse.

particolare di una scatola regalo di moon cakes con Chang'e
L’eroe Hou Yi prima era un immortale che viveva nel Paradiso degli Dei, insieme alla sua bellissima moglie, Chang’e. Una delle versioni della fiaba racconta che Hou Yi fu esiliato dal Paradiso per aver inavvertitamente causato la morte di uno dei figli dell’Imperatore. Sebbene sulla Terra fosse trattato da ero dai mortali che aveva salvato, sia lui che sua moglie rimpiangevano il Paradiso degli Dei e, invecchiando, il pensiero della morte cominciò a preoccuparli. Così Hou Yi decise di andare alla ricerca dell’Elixir dell’Immortalità e riuscì a farsi donare dalla Regina Madre Occidentale che viveva sul monte Kunlun, una delle pillole magiche dell’Immortalità. Se ingerita questa pillola oltre a donare l’immortalità portava la persona che l’aveva presa direttamente nel Paradiso Divino.
Hou Yi corse a casa dalla moglie e le disse di nascondere bene la pillola fino al momento in cui, stanchi della loro vita mortale, avrebbero potuto dividersela e tornare ad essere immortali.  Ma in una notte di luna piena, mentre Hou Yi era fuori a caccia, Chang’e fu visitata da Pengmeng, un ufficiale al servizio di Hou Yi che, origliando, aveva scoperto l’esistenza della pillola magica. Sapendo dove Cheng’e l’aveva nascosta, l’uomo cercò di andarla a prendere, ma lei lo precedette e, non sapendo cosa altro fare, si mise in bocca la pillola per proteggerla. Nel combattere però con Pengmeng che gliela voleva sottrarre, Chang’e finì con l’ingoiare la pillola.
L’effetto immediato fu che Chang’e, liberata dalla stretta di Pengmeng, volò fuori dalla finestra sù nel cielo. In quel momento stava sopraggiungendo il marito Hou Yi, che vedendola volare sempre più in alto, la chiamò e cercò di riportarla in terra, ma invano. Poiché Chang’e amava molto il marito atterrò sul luogo più vicino alla Terra, ovvero sulla Luna e lì vi trovò il coniglio (simbolo della Luna) che al lavoro con pestello e mortaio preparava le pillole magiche dell’Immortalità. Purtroppo non le fu possibile farne arrivare un’altra al marito, di modo che la raggiungesse sulla Luna. 
Così una settimana all’anno, in autunno, mentre la luna era al suo massimo splendore, Hou Yi disponendo un altare fuori casa dove era certo che la moglie avrebbe potuto vedere, commemorò il suo amore per la moglie perduta,  con la sua torta preferita, la moon cake.
Questa tradizione è arrivata ai giorni nostri e viene celebrata durante la Festività di metà autunno, guardando la luna e mangiando la moon cake insieme ai propri famigliari.

giovedì 20 settembre 2012

Tramonti sul SIP

Questa fine estate sta regalando dei bei tramonti su Suzhou, quindi vale la pena spendere due parole sul quartiere SIP oggetto delle foto.

Il SIP (China-Singapore Suzhou Industrial Park) è un parco industriale costruito a Suzhou (Jiangsu, Cina) con la collaborazione di Singapore. E’ nato nel 1994 a seguito di un accordo tra il Vice Premier cinese e il ministro di Singapore e il suo obiettivo di sviluppo è un parco industriale high-tech innovativo ed ecologico. 
All’interno del SIP si trovano centri culturali, biblioteche, compound residenziali, parchi.
Per approfondimenti  http://www.sipac.gov.cn/english/ (sito in inglese) .

giovedì 30 agosto 2012

I guardiani leoni


La prima cosa che ricordo mi ha colpito della Cina sono i leoni a guardia degli edifici.
Se ne vedono dappertutto, per lo più in pietra ma anche in bronzo, e l’espressione fiera che hanno mi affascina tantissimo, ancora adesso.
Hanshan Temple - Suzhou, Jiangsu, China
Le statue di leoni in Cina si trovano tradizionalmente davanti l’ingresso di palazzi e tombe imperiali, uffici governativi, templi e case di ufficiali governativi e persone benestanti, a partire dalla dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.). Tuttora una coppia di statue di leoni è una decorazione comune nelle entrate delle banche, ristoranti, hotel ecc.  Il maschio si riconosce dal fatto che posa la zampa destra (o tutte e due le zampe) su una sfera sacra decorata, mentre la femmina, identica al maschio nella fisionomia, è quella che posa la zampa su un cucciolo rovesciato a pancia in sù. (fonte Wikipedia)


Prima della dinastia Han in Cina c’era una scarsa conoscenza del leone, anche se risulta che almeno in tre occasioni un leone è stato presentato come tributo all’Imperatore Han da un regno vicino. Tra il 206 a.C.e il 220 d.C i cinesi hanno incominciato a provare interesse per il leone, associandolo al discepolo di Buddha, il Bodhisattva Manjusri. (fonte "29 Chinese Mysteries" di Roy Bates)
Leone a guardia di Tongli, Jiangsu, China
Nel Buddismo i leoni sono visti come difensori della fede, visto che il Bodhisattva Manjusri è a cavallo di un leone. I piedistalli sotto le zampe del leone ne accrescono lo stato a sacro guardiano. Le fauci, a volte aperte che lasciano intravvedere i denti, altre volte chiuse, sono solitamente minacciose. (fonte "Traditional Chinese Toggles"  di Margaret Duda)
I leoni di pietra a guardia dell’ingresso di edifici ufficiali originariamente erano messi lì con lo scopo di spaventare i demoni. Ma il leone, oltre che essere sacro al Buddhismo, è anche simbolo di valore ed energia.
Un’antica leggenda racconta che poiché il leone si diceva producesse latte dalle zampe, la gente di campagna pose delle sfere sulle colline con il risultato che il leone, giocandoci, lasciava dietro di sé il latte che veniva poi raccolto dalla gente. (fonte "Chinese Symbolism and Art Motifs" di C.A.S. Williams)
Hong Kong Island


giovedì 2 agosto 2012

Visita ai templi sul monte Qingcheng


Vista la tappa 'forzata' a Chengdu, nella regione dello Sichuan, non potevo non andare a visitare i templi del monte Qingcheng (Cinese: 青城山; pinyin: Qīngchéng Shān). Ad un’oretta di treno veloce dalla caotica e grigia Chengdu si trova quest’area montagnosa verdissima, culla del Taoismo.
Evitando di prendere la via facile, ovvero la comoda seggiovia che porta quasi dalla base ad uno dei templi sotto la cima, a più di 1000 mt di altitudine, abbiamo preferito affrontare la lunga serie di gradini che in tutta pace e serenità (più una bella dose di fatica!) porta alla cima. Nonostante l’umidità estiva micidiale, ne è valsa davvero la pena: di tempio in tempio, più ci si addentra e si sale sulla montagna più ci si sente ‘leggeri’, sarà per l’aura spirituale del luogo, ma è davvero stata un’esperienza rigenerante.

Il monte Qingcheng fa parte delle 4 montagne sacre al Taoismo e la storia racconta che la forma di questi monti fu disegnata dallo Yellow Emperor (un leggendario sovrano cinese che la tradizione colloca intorno al 2696–2598 a.C.) dopo la sua ascensione. Possederne i diagrammi consente agli adepti di entrare nelle montagne senza subire danno da attacchi di armi o per altri pericoli. Le mappe vengono utilizzate portandole racchiuse in una borsa, appese alla cintura.
Salendo a piedi per il sentiero che porta alla cima, si incontra un’iscrizione che riporta questo detto : “ il sessantenne non è vecchio, il settantenne è giovane, l’ottantenne ancora va in giro, il novantenne si trova facilmente dappertutto, e il centenario appare ancora vigoroso.” Sempre sul cartello si dice che questo detto rappresenta bene la gente nell’area del monte Qingcheng, visto che lì vivono 6 persone al di sopra dei 100 anni e più di 90 che superano i 90 anni.
La leggenda vuole che il monte sia legato alla longevità sin dai tempi antichi, da quando Sun Simiao (581-682), maestro nella farmacia tradizionale cinese, spese i suoi ultimi anni di vita ritirato sul monte Qingcheng, morendo a più di 100 anni suonati. Pare che anche un alto ufficiale del periodo Chenghan (306-347), Fan Changsheng, ritiratosi da eremita sul monte visse fino ai 130 anni.


giovedì 5 luglio 2012

Yue Lao (il Vecchio sotto la luna)


La leggenda di Yue Lao (il Vecchio sotto la luna) è datata all’epoca della Dinastia Tang (618-907) e racconta di un giovane uomo chiamato Wei Gu che non riusciva a trovare moglie. Durante un altro viaggio infruttuoso per cercare moglie Wei Gu arrivò nella città Song e lì incontrò un vecchio uomo che leggeva un libro sotto i raggi della luna (Yue Lao). Curioso di sapere cosa stesse leggendo, Wei Gu chiese all’uomo di cosa trattasse quel libro e lui gli disse che era il libro dei matrimoni. Il compito del vecchio uomo era di unire le coppie tramite un nastro rosso per farli diventare marito e moglie.
Wei Gu, desideroso di trovare moglie, chiese a Yue Lao di mostrargli la sua futura sposa. Lui allora gli mostrò una vecchia signora con una bimba di tre anni, entrambe molto povere all’apparenza, e gli disse che la bimba sarebbe diventata la sua sposa futura. Wei Gu allora mandò il suo servo ad uccidere la bambina, ma il servo fallì nell’impresa riuscendo solo a ferirla. Anni dopo un alto ufficiale si recò da Wei Gu per offrirgli in moglie la figlia e lui accettò felicemente. Nella prima notte di nozze egli notò sul viso della sposa una cicatrice tra le sopracciglia e le chiese a cosa fosse dovuto. La sposa novella gli raccontò di un incidente avuto quando aveva tre anni, quando era stata ferita da un uomo nella città di Song. Wei Gu a quel punto realizzò che sua moglie altre non era che quella bambina che anni prima aveva chiesto di far uccidere.
La storia di Wei Gu si sparse rapidamente tra la gente e presto molte persone andarono da Yue Lao a pregare per avere un aiuto nelle questioni di matrimonio. Siccome però nessuno sapeva come si chiamava, tutti si riferivano a lui come ‘Vecchio uomo sotto la luna’, da lì il nome della divinità Yue (luna) Lao (vecchio uomo). Nel matrimonio cinese tradizionale si usa che gli sposi camminino tenendo ciascuno l’estremità di un tessuto rosso con un nastro al centro, come simbolo dell’unione operata da Yue Lao.
Ci sono molti templi che venerano Yue Lao, che di solito viene rappresentato come un vecchio con il libro dei matrimoni in una mano e un bastone da passeggio nell’altra. In questi templi le coppie vanno a pregare Yue Lao per un felice matrimonio, oppure i single vanno a pregare per trovare l’anima gemella, o ancora i genitori pregano affinché i figli possano sposarsi presto.

venerdì 29 giugno 2012

Meraviglioso fiore di loto


In questi giorni di giugno ovunque stanno sbocciando dei bellissimi fiori di loto. Per un’europea come me, che di loto proprio non se ne intende, è stata una bellissima scoperta. Il primo l’ho visto in un piccolo stagno ricavato in una vasca di pietra, in un cortile interno del tempio in cima alla Língyán Mountain a Mudu (una località alla periferia di Suzhou).
Sarà  stata l’atmosfera tranquilla e spirituale del tempio, ma quel fiore mi è sembrato di una bellezza perfetta.
Il loto (in caratteri 莲花  e in pinyn Liánhuā) è simbolo di purezza e perfezione poiché esce dal fango senza esserne sporcato, così come Buddha è nato nel mondo ma vive al di sopra di questo. I suoi frutti sono maturi quando il fiore sboccia, così come la verità predicata da Buddha porta all’illuminazione. Buddha stesso è spesso rappresentato mentre siede sul sacro loto e i preti buddisti, in imitazione del Buddha, assumono la cosidetta posizione ‘del loto’. E’ annoverato tra gli OTTO TESORI del Buddhismo e a volte rappresenta simbolicamente il fegato sacro di Buddha.
E’ anche molto stimato nel Taoismo come emblema di Hé Xiān Gū (何仙姑), l’unica divinità femminile tra gli Otto Immortali del Taoismo, rappresentata mentre regge un fiore di loto, che si dice migliori la salute fisica e mentale.
Il fiore di loto inoltre è visto come emblema dell’estate e della fertilità e viene riprodotto in svariati campi come in pittura, in architettura, sui ricami.





mercoledì 27 giugno 2012

Gli zongzi e il Dragon Boat Festival

Lo scorso weekend qui in Cina c’è stato il Dragon Boat Festival, una ricorrenza che cade il 5° giorno del 5° mese del calendario lunare (il 2012 è il 23 giugno). In occasione di questa festività si mangiano gli zongzi (in cinese 粽子 ). Si tratta di un triangolo di ‘sticky rice’ (quello glutinoso che si usa nella cucina cinese) con diverse tipologie di ripieno (crema di fagioli, patata dolce, carne, verdure, frutta ecc.) e avvolto in una foglia fresca di bamboo ch gli dona un aroma particolare.

Si dice che il Dragon Boat Festival sia stato istituito in memoria del poeta Qū Yuán che si annegò nel fiume Mìluó nel 295 d.C. come protesta contro la condizione corrotta del governo. La gente, che amava il poeta per la sua virtù e fedeltà, uscì sul fiume con le barche per cercare il suo corpo, senza scopo. 
Decisero allora di preparare un tipo particolare di rice-cake chiamata zong, e tornati sul fiume con bandiere e tamburi, ogni barca, cercando di arrivare prima al punto dove si era annegato Qū Yuán, gettava in acqua gli zongzi avvolti stretti nelle foglie di bamboo, per sacrificare allo spirito del leale poeta e uomo di stato.
Questo modo di commemorare Qū Yuán c’è tutt’oggi come festività nazionale e in alcune zone della Cina si organizzano ancora delle corse con le caratteristiche barche sagomate con testa  e coda di drago.

lunedì 25 giugno 2012

Ovviamente baozi !


At the restaurant 'Yin par le Garcon Chinois' in Shanghai
Visto il nome scelto per questo blog, il primo post non poteva che essere sui baozi . Nella cucina cinese, un baozi (包子 in ideogrammi, bāozi in pinyin), è il tradizionale panino cotto al vapore che può essere ripieno di carne e/o verdure tritate e viene consumato sia nei pasti che a colazione. Visto che da quando vivo in Cina sono letteralmente impazzita per i baozi, quasi quanto impazzisco per la pizza, ho pensato di eleggerli a titolo del blog, oltretutto si assomigliano entrambi nella loro versatilità, che li rende consumabili a tutte le ore, e con una vasta scelta di ingredienti, che può cambiare a seconda della stagione o del gusto personale.
A street merchant of baozi in Shanghai, Frenh Concession
Secondo la leggenda fu Zhuge Liang, un famoso stratega cinese che visse nel periodo dei Tre Regni (220-280 d.C.) ad inventare i tradizionali mantou da cui deriva il baozi.  La leggenda racconta che durante una campagna di guerra guidata da Zhuge Liang contro la tribù dei Man, Zhuge per risollevare il morale dei soldati fece preparare un sacrificio per richiamare a sé l’aiuto divino. Poiché si diceva che questa pratica, seguita dalla tribù Man, voleva il sacrificio della testa di un uomo alle divinità, Zhuge fece preparare un enorme mantou, un panino al vapore grosso quanto una testa umana, ripieno di maiale e montone. I soldati pensando che si trattasse di una testa di un uomo della tribù Man, si risollevarono il morale certi di ottenere l’aiuto divino in battaglia e riuscirono a vincere la battaglia.
Da allora il tradizionale panino al vapore è chiamato man tou (letteralmente ‘testa di Man’). In seguito per differenziare il mantou ripieno da quello vuoto, quelli ripieni sono stati chiamati baozi dove l’ideogramma bao significa pacchetto, confezione, avvolgere. [testi tratti da ‘Origins Of Chinese Food Culture  di Yao Hong Qiu].