Vista la tappa 'forzata' a Chengdu, nella regione dello Sichuan, non potevo non andare a visitare i templi del monte Qingcheng (Cinese: 青城山; pinyin: Qīngchéng Shān). Ad un’oretta di treno veloce dalla caotica e grigia Chengdu si trova quest’area montagnosa verdissima, culla del Taoismo.
Evitando di prendere la via facile, ovvero la comoda seggiovia che porta quasi dalla base ad uno dei templi sotto la cima, a più di 1000 mt di altitudine, abbiamo preferito affrontare la lunga serie di gradini che in tutta pace e serenità (più una bella dose di fatica!) porta alla cima. Nonostante l’umidità estiva micidiale, ne è valsa davvero la pena: di tempio in tempio, più ci si addentra e si sale sulla montagna più ci si sente ‘leggeri’, sarà per l’aura spirituale del luogo, ma è davvero stata un’esperienza rigenerante.
Il monte Qingcheng fa parte delle 4 montagne sacre al Taoismo e la storia racconta che la forma di questi monti fu disegnata dallo Yellow Emperor (un leggendario sovrano cinese che la tradizione colloca intorno al 2696–2598 a.C.) dopo la sua ascensione. Possederne i diagrammi consente agli adepti di entrare nelle montagne senza subire danno da attacchi di armi o per altri pericoli. Le mappe vengono utilizzate portandole racchiuse in una borsa, appese alla cintura.
Salendo a piedi per il sentiero che porta alla cima, si incontra un’iscrizione che riporta questo detto : “ il sessantenne non è vecchio, il settantenne è giovane, l’ottantenne ancora va in giro, il novantenne si trova facilmente dappertutto, e il centenario appare ancora vigoroso.” Sempre sul cartello si dice che questo detto rappresenta bene la gente nell’area del monte Qingcheng, visto che lì vivono 6 persone al di sopra dei 100 anni e più di 90 che superano i 90 anni.
La leggenda vuole che il monte sia legato alla longevità sin dai tempi antichi, da quando Sun Simiao (581-682), maestro nella farmacia tradizionale cinese, spese i suoi ultimi anni di vita ritirato sul monte Qingcheng, morendo a più di 100 anni suonati. Pare che anche un alto ufficiale del periodo Chenghan (306-347), Fan Changsheng, ritiratosi da eremita sul monte visse fino ai 130 anni.



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