In questi giorni di giugno ovunque stanno sbocciando dei
bellissimi fiori di loto. Per un’europea come me, che di loto proprio non se ne
intende, è stata una bellissima scoperta. Il primo l’ho visto in un piccolo
stagno ricavato in una vasca di pietra, in un cortile interno del tempio in
cima alla Língyán Mountain a Mudu (una località alla periferia di Suzhou).
Sarà stata l’atmosfera
tranquilla e spirituale del tempio, ma quel fiore mi è sembrato di una bellezza
perfetta.
Il loto (in caratteri 莲花 e in pinyn Liánhuā)
è simbolo di purezza e perfezione poiché esce dal fango senza esserne sporcato,
così come Buddha è nato nel mondo ma vive al di sopra di questo. I suoi frutti
sono maturi quando il fiore sboccia, così come la verità predicata da Buddha
porta all’illuminazione. Buddha stesso è spesso rappresentato mentre siede sul
sacro loto e i preti buddisti, in imitazione del Buddha, assumono la cosidetta
posizione ‘del loto’. E’ annoverato tra gli OTTO TESORI del Buddhismo e a volte
rappresenta simbolicamente il fegato sacro di Buddha.
E’ anche molto stimato nel Taoismo come emblema di Hé Xiān Gū (何仙姑), l’unica divinità femminile tra gli Otto Immortali del Taoismo, rappresentata mentre regge un fiore di loto, che si dice migliori la salute fisica e mentale.
Il fiore di loto inoltre è visto come emblema dell’estate e della fertilità e viene riprodotto in svariati campi come in pittura, in architettura, sui ricami.




