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venerdì 29 giugno 2012

Meraviglioso fiore di loto


In questi giorni di giugno ovunque stanno sbocciando dei bellissimi fiori di loto. Per un’europea come me, che di loto proprio non se ne intende, è stata una bellissima scoperta. Il primo l’ho visto in un piccolo stagno ricavato in una vasca di pietra, in un cortile interno del tempio in cima alla Língyán Mountain a Mudu (una località alla periferia di Suzhou).
Sarà  stata l’atmosfera tranquilla e spirituale del tempio, ma quel fiore mi è sembrato di una bellezza perfetta.
Il loto (in caratteri 莲花  e in pinyn Liánhuā) è simbolo di purezza e perfezione poiché esce dal fango senza esserne sporcato, così come Buddha è nato nel mondo ma vive al di sopra di questo. I suoi frutti sono maturi quando il fiore sboccia, così come la verità predicata da Buddha porta all’illuminazione. Buddha stesso è spesso rappresentato mentre siede sul sacro loto e i preti buddisti, in imitazione del Buddha, assumono la cosidetta posizione ‘del loto’. E’ annoverato tra gli OTTO TESORI del Buddhismo e a volte rappresenta simbolicamente il fegato sacro di Buddha.
E’ anche molto stimato nel Taoismo come emblema di Hé Xiān Gū (何仙姑), l’unica divinità femminile tra gli Otto Immortali del Taoismo, rappresentata mentre regge un fiore di loto, che si dice migliori la salute fisica e mentale.
Il fiore di loto inoltre è visto come emblema dell’estate e della fertilità e viene riprodotto in svariati campi come in pittura, in architettura, sui ricami.





mercoledì 27 giugno 2012

Gli zongzi e il Dragon Boat Festival

Lo scorso weekend qui in Cina c’è stato il Dragon Boat Festival, una ricorrenza che cade il 5° giorno del 5° mese del calendario lunare (il 2012 è il 23 giugno). In occasione di questa festività si mangiano gli zongzi (in cinese 粽子 ). Si tratta di un triangolo di ‘sticky rice’ (quello glutinoso che si usa nella cucina cinese) con diverse tipologie di ripieno (crema di fagioli, patata dolce, carne, verdure, frutta ecc.) e avvolto in una foglia fresca di bamboo ch gli dona un aroma particolare.

Si dice che il Dragon Boat Festival sia stato istituito in memoria del poeta Qū Yuán che si annegò nel fiume Mìluó nel 295 d.C. come protesta contro la condizione corrotta del governo. La gente, che amava il poeta per la sua virtù e fedeltà, uscì sul fiume con le barche per cercare il suo corpo, senza scopo. 
Decisero allora di preparare un tipo particolare di rice-cake chiamata zong, e tornati sul fiume con bandiere e tamburi, ogni barca, cercando di arrivare prima al punto dove si era annegato Qū Yuán, gettava in acqua gli zongzi avvolti stretti nelle foglie di bamboo, per sacrificare allo spirito del leale poeta e uomo di stato.
Questo modo di commemorare Qū Yuán c’è tutt’oggi come festività nazionale e in alcune zone della Cina si organizzano ancora delle corse con le caratteristiche barche sagomate con testa  e coda di drago.

lunedì 25 giugno 2012

Ovviamente baozi !


At the restaurant 'Yin par le Garcon Chinois' in Shanghai
Visto il nome scelto per questo blog, il primo post non poteva che essere sui baozi . Nella cucina cinese, un baozi (包子 in ideogrammi, bāozi in pinyin), è il tradizionale panino cotto al vapore che può essere ripieno di carne e/o verdure tritate e viene consumato sia nei pasti che a colazione. Visto che da quando vivo in Cina sono letteralmente impazzita per i baozi, quasi quanto impazzisco per la pizza, ho pensato di eleggerli a titolo del blog, oltretutto si assomigliano entrambi nella loro versatilità, che li rende consumabili a tutte le ore, e con una vasta scelta di ingredienti, che può cambiare a seconda della stagione o del gusto personale.
A street merchant of baozi in Shanghai, Frenh Concession
Secondo la leggenda fu Zhuge Liang, un famoso stratega cinese che visse nel periodo dei Tre Regni (220-280 d.C.) ad inventare i tradizionali mantou da cui deriva il baozi.  La leggenda racconta che durante una campagna di guerra guidata da Zhuge Liang contro la tribù dei Man, Zhuge per risollevare il morale dei soldati fece preparare un sacrificio per richiamare a sé l’aiuto divino. Poiché si diceva che questa pratica, seguita dalla tribù Man, voleva il sacrificio della testa di un uomo alle divinità, Zhuge fece preparare un enorme mantou, un panino al vapore grosso quanto una testa umana, ripieno di maiale e montone. I soldati pensando che si trattasse di una testa di un uomo della tribù Man, si risollevarono il morale certi di ottenere l’aiuto divino in battaglia e riuscirono a vincere la battaglia.
Da allora il tradizionale panino al vapore è chiamato man tou (letteralmente ‘testa di Man’). In seguito per differenziare il mantou ripieno da quello vuoto, quelli ripieni sono stati chiamati baozi dove l’ideogramma bao significa pacchetto, confezione, avvolgere. [testi tratti da ‘Origins Of Chinese Food Culture  di Yao Hong Qiu].