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giovedì 30 agosto 2012

I guardiani leoni


La prima cosa che ricordo mi ha colpito della Cina sono i leoni a guardia degli edifici.
Se ne vedono dappertutto, per lo più in pietra ma anche in bronzo, e l’espressione fiera che hanno mi affascina tantissimo, ancora adesso.
Hanshan Temple - Suzhou, Jiangsu, China
Le statue di leoni in Cina si trovano tradizionalmente davanti l’ingresso di palazzi e tombe imperiali, uffici governativi, templi e case di ufficiali governativi e persone benestanti, a partire dalla dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.). Tuttora una coppia di statue di leoni è una decorazione comune nelle entrate delle banche, ristoranti, hotel ecc.  Il maschio si riconosce dal fatto che posa la zampa destra (o tutte e due le zampe) su una sfera sacra decorata, mentre la femmina, identica al maschio nella fisionomia, è quella che posa la zampa su un cucciolo rovesciato a pancia in sù. (fonte Wikipedia)


Prima della dinastia Han in Cina c’era una scarsa conoscenza del leone, anche se risulta che almeno in tre occasioni un leone è stato presentato come tributo all’Imperatore Han da un regno vicino. Tra il 206 a.C.e il 220 d.C i cinesi hanno incominciato a provare interesse per il leone, associandolo al discepolo di Buddha, il Bodhisattva Manjusri. (fonte "29 Chinese Mysteries" di Roy Bates)
Leone a guardia di Tongli, Jiangsu, China
Nel Buddismo i leoni sono visti come difensori della fede, visto che il Bodhisattva Manjusri è a cavallo di un leone. I piedistalli sotto le zampe del leone ne accrescono lo stato a sacro guardiano. Le fauci, a volte aperte che lasciano intravvedere i denti, altre volte chiuse, sono solitamente minacciose. (fonte "Traditional Chinese Toggles"  di Margaret Duda)
I leoni di pietra a guardia dell’ingresso di edifici ufficiali originariamente erano messi lì con lo scopo di spaventare i demoni. Ma il leone, oltre che essere sacro al Buddhismo, è anche simbolo di valore ed energia.
Un’antica leggenda racconta che poiché il leone si diceva producesse latte dalle zampe, la gente di campagna pose delle sfere sulle colline con il risultato che il leone, giocandoci, lasciava dietro di sé il latte che veniva poi raccolto dalla gente. (fonte "Chinese Symbolism and Art Motifs" di C.A.S. Williams)
Hong Kong Island


giovedì 2 agosto 2012

Visita ai templi sul monte Qingcheng


Vista la tappa 'forzata' a Chengdu, nella regione dello Sichuan, non potevo non andare a visitare i templi del monte Qingcheng (Cinese: 青城山; pinyin: Qīngchéng Shān). Ad un’oretta di treno veloce dalla caotica e grigia Chengdu si trova quest’area montagnosa verdissima, culla del Taoismo.
Evitando di prendere la via facile, ovvero la comoda seggiovia che porta quasi dalla base ad uno dei templi sotto la cima, a più di 1000 mt di altitudine, abbiamo preferito affrontare la lunga serie di gradini che in tutta pace e serenità (più una bella dose di fatica!) porta alla cima. Nonostante l’umidità estiva micidiale, ne è valsa davvero la pena: di tempio in tempio, più ci si addentra e si sale sulla montagna più ci si sente ‘leggeri’, sarà per l’aura spirituale del luogo, ma è davvero stata un’esperienza rigenerante.

Il monte Qingcheng fa parte delle 4 montagne sacre al Taoismo e la storia racconta che la forma di questi monti fu disegnata dallo Yellow Emperor (un leggendario sovrano cinese che la tradizione colloca intorno al 2696–2598 a.C.) dopo la sua ascensione. Possederne i diagrammi consente agli adepti di entrare nelle montagne senza subire danno da attacchi di armi o per altri pericoli. Le mappe vengono utilizzate portandole racchiuse in una borsa, appese alla cintura.
Salendo a piedi per il sentiero che porta alla cima, si incontra un’iscrizione che riporta questo detto : “ il sessantenne non è vecchio, il settantenne è giovane, l’ottantenne ancora va in giro, il novantenne si trova facilmente dappertutto, e il centenario appare ancora vigoroso.” Sempre sul cartello si dice che questo detto rappresenta bene la gente nell’area del monte Qingcheng, visto che lì vivono 6 persone al di sopra dei 100 anni e più di 90 che superano i 90 anni.
La leggenda vuole che il monte sia legato alla longevità sin dai tempi antichi, da quando Sun Simiao (581-682), maestro nella farmacia tradizionale cinese, spese i suoi ultimi anni di vita ritirato sul monte Qingcheng, morendo a più di 100 anni suonati. Pare che anche un alto ufficiale del periodo Chenghan (306-347), Fan Changsheng, ritiratosi da eremita sul monte visse fino ai 130 anni.